Leo Gilardi, Fluid sail

Leo Gilardi, Fluid sail

concept

Una società forzata in una condizione di aggregazione ideologica, sino a creare un sottile strato sociale fluido e denso. Strato che ci accomuna come un unico punto cardinale, un mondo osmotico, in costante aumento ed in via di collasso. Il vuoto non è realmente riferibile ad una condizione fisica, ma piuttosto al livello di conoscenza come capacità di definire l’esistente. Riferendosi all’identità dello strato sociale come punto di riferimento, il vuoto si separa in due posizioni che si incontrano solo attraverso le lacerazioni dello strato, dove non c’è più niente a separarli. Lacune dell’identità che modellano i bordi strappandoli, che marchiano la superficie lasciando cicatrici. Al di sotto dello strato troviamo un vuoto il cui limite nasce da una scelta di non sapere, un’accettazione dell’ambiguità. E’ un vuoto che esercita una pressione ascendente attraverso la colpa, la rabbia, che come sintesi grossolane e infantili di un ambito più ampio e conosciuto evidenziano il tentativo di conservazione dello strato stesso. Al di sopra è un vuoto identificato come una prospettiva positiva, e che al posto di essere respinto dallo strato sociale, si comporta come una membrana selettiva di esclusivismo, che non mostra la sua completezza al suo contatto. Nell’esercitare la sua pressione lascia una sensazione di impotenza, come per suggerire una perpetuazione dell’ordine degli strati.

Leo Gilardi

Leo Gilardi nasce nel 1987 a Torino, città in cui vive e lavora. La sua ricerca artistica approfondisce le connessioni tra sociale e naturale, tra artificiale ed emotivo. Come nel ricostruire la natura di un organismo la cui coerenza è mutevole, ed assoggettabile a parti di se, allo stesso modo in cui riesce a rivoluzionarsi. Questi quattro fattori che considera principali dibattono, e non necessariamente nella ricerca di una sintonia. Il suo lavoro è la creazione di connessioni tra le diverse parti, che aumentino la nostra coscienza con lo scopo di migliorare il dialogo, rendendo il dibattito positivamente permeabile nella comprensione di far parte di un tutto.