Michele Battistuzzi, Piazza San Marco

Michele Battistuzzi, Piazza San Marco

concept

“Piazza San Marco” è una delle 13 opere del progetto “Venezia disegna Venezia”. Riguarda la città più fotografata al mondo ed è stato realizzato in oltre 2 anni. Lo spazio “Venezia” viene così rivisitato, visto con occhi nuovi, sottoposto a un’osservazione altra (il moto ondoso) che si celebra estensione dell’immaginario dell’essere umano. Tutte le foto, a lunga esposizione, sono state scattate da un barchino, in un punto prestabilito, con l’utilizzo di un treppiede. Quest’ultimo è stato fondamentale perché riusciva a trasferire esattamente alla macchina fotografica il movimento che l’acqua dei canali provocava al barchino. I soggetti fotografati, registrati nel sensore digitale in modo casuale, apparivano ai miei occhi come una sorta di disegni e bozzetti (da qui nasce il nome del progetto). La novità concettuale sta nel fatto che la foto non la crea il mezzo fotografico, che fa solo da tramite, ma l’acqua di Venezia col suo moto ondoso che fa da protagonista in tutte le opere.

Michele Battistuzzi

Nato a Vittorio Veneto (TV) nel 1991. Studia Grafica Pubblicitaria all’Obici di Oderzo, Nuove Tecnologie per le Arti presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia ed è neo laureato in Fotografia dei Beni Culturali presso l’ISIA di Urbino con il progetto di valorizzazione “Casa di Cima da Conegliano”. Dapprima spazia nel campo fotografico avvicinato dal mondo del fotoreportage di guerra, poi, dall’amore per la montagna, alle fotografie paesaggistiche notturne. Durante e dopo gli studi accademici sviluppa un proprio  linguaggio fotografico con progetti e sperimentazioni che vedono l’utilizzo anche di altre arti come il body painting, la pittura, la grafica, il videomapping e la performance. Partecipa come artista a una decina di eventi culturali e mostre esposte a Venezia, Milano, Torino. Fotografa eventi di carattere internazionale come Pilosio Building Peace Award e Humus Park nelle ultime tre edizioni. Negli ultimi anni indaga sulla filosofia e semiotica applicata alle arti, soprattutto al mezzo fotografico, e vuole farsi promotore consapevole di un “credo universale”, di un modo di agire, all’interno del mondo artistico-culturale vissuto nella quotidianità. Contemporaneamente lavora a stretto contatto col mondo del restauro applicando e sperimentando nuove tecniche di imaging per i beni culturali. Tra gli ultimi lavori, partecipa alla storica campagna fotografica di restauro del Nettuno di Bologna realizzando per la prima volta una foto modellazione 3D della testa.